Osborne 1: il primo portatile della storia

Osborne 1: il primo portatile della storia
18 dicembre 2015 kinetica
Come eravamo

Ti ricordi il primo vero computer portatile della storia? Si chiamava Osborne 1 e fu messo in commercio nell’aprile del 1981 dalla Osborne Computer Corporation.

La caratteristiche

L’Osborne 1 pesava “solo” 10,7 kg e la pubblicità di allora lo promuoveva mostrando un uomo passeggiare felice con in mano una grossa valigia contenente il portatile esclamando: “Going to work with an Osborne” (Andare al lavoro con un Osborne).

La prima versione dell’Osborne non includeva una batteria e necessitava l’alimentazione, in seguito venne aggiunta una battery che dava al computer un’ora di autonomia.

Fra le caratteristiche che oggi ci appaiono più assurde c’erano lo schermo monocromatico di soli 5 pollici (cioè 13 centimetri), i floppy disk a singola faccia e singola densità, una memoria centrale di 64 kb e una tastiera da 69 caratteri integrata nel coperchio del case.

Il prezzo? 1.795 dollari a cui poi si aggiungevano 2000 dollari per il pacchetto software con il sistema operativo Microsoft Basic, il database dBase, l’editor Wordstar, il foglio di calcolo Supercald, un software aziendale e due giochi.

La Storia

Tutto iniziò grazie ad Adam Osborne, un ingegnere chimico che nel 1961 fondò la “Osborne & Associates“: una società editrice che pubblicava testi sui microcomputer fra i quali, nel 1975, fu pubblicato il famoso “An Introduction to Microcomputers”.

Nel 1979 Osborne vendette la casa editrice e fondò la “Brandywine Holdings” (diventata poi la Osborne Computer Corporation) con l’obbiettivo di creare una nuova tipologia di computer.

La parte tecnica fu affidata a Lee Felsenstein che, seguendo le direttive di Osborne, si ispirò:

  • al concept di due dipendenti Apple, Trip Hawkins e Blair Newman, che progettarono un nuovo computer mai approvato da Jobs.
  • Al prototipo NoteTaker dello Xerox PARC.
  • Al Radio Shack Pocket Computer, che assomigliava nettamente più a una calcolatrice che a un vero computer.

Nonostante Osborne 1 fosse stato creato sacrificando molte funzionalità a favore di una riduzione delle dimensioni, l’impatto sul mercato fu fortissimo, in un solo mese furono venduti 10.000 Osborne, e diede il via allo sviluppo del mercato dei computer portatili.

Verso il fallimento

Dopo il successo del primo modello di Osborne, Adam Osborne per reggere il confronto con i nuovi competitor nel 1982 annunciò l’arrivo delle evoluzioni dell’Osborne 1: l’Osborne Vixen e l’Osborne Executive.

Quello che ottenne però fu il famoso “effetto Osborne“, ancora oggi usato come termine che definisce un errore nel mondo del marketing, cioè spinse gli utenti ad attendere i nuovi modelli piuttosto che comprare un modello quasi obsoleto, causando un netto calo delle vendite.

L'”effetto Osborne” fu l’inizio della fine della Osborne Computer Corporation, i suoi prodotti furono in breve surclassati dai concorrenti, in particolare da Kaypro e dal nuovo PC IBM, e nel 1983 a causa di grossi problemi di liquidità la società dichiarò la bancarotta.

Nel 1985 ci fu un tentativo di rilancio con l’uscita dell’Osborne Vixen, chiamato anche Osborne 4, ma i risultati di vendita furono scarsi.

In seguito i diritti sul marchio “Osborne” furono acquistati da un’azienda finlandese, la Mikrolog, che ancora oggi produce IBM compatibili con questo marchio.

Vuoi saperne di più?

Se vuoi approfondire la storia dell’Osborne 1 e fare un nostalgico tuffo nel passato ti consigliamo questo approfondimento:

Wikipedia – Osborne 1

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