Come eravamo

Floppy Disk: un disco "morbido" per tutte le necessità

04 dicembre 2015

Ti ricordi il Floppy Disk? Il supporto di memorizzazione che negli anni '80 divenne famoso per essere il primo dispositivo che permetteva il trasferimento dei dati da un sistema all'altro con una semplicità prima di allora sconosciuta.

Il Floppy Disk è costituito da un piccolo dischetto magnetizzabile racchiuso in un involucro in plastica, proprio dall'unione delle parole Flexible Plastic Envelope, involucro di plastica flessibile, è nato il nome "floppy" che ha reso celebre questo disco nel corso degli anni.

Storia

Il primo Floppy Disk fu inventato nel 1967 da Alan Shugart, un ingegnere della IBM che creò un dispositivo sottile e flessibile grande 8" e con una capacità di 100 kb, davvero tanti per l'epoca, attraverso il quale i dati potevano essere letti e scritti.

Il floppy ottenne subito molto successo tanto che nel 1973 l'ITC ("Information Terminals Corporation" successivamente diventata la "Verbatim") affiancò l'IBM creando un nuovo guscio capace di proteggere il disco magnetico da polvere e sporcizia. 

Nel 1976, su richiesta dei Wang Laboratories, che collaborarono direttamente al progetto, i tecnici IBM realizzano il floppy da 5,25": più compatto e capiente del precedente.

La leggenda racconta che le dimensioni di questo floppy furono decise dallo stesso An Wang che in un bar vide un tovagliolo di carta e, constatandone la praticità delle sue piccole dimensioni, decise di fare un nuovo floppy grande proprio come quel tovagliolo: 5,25".

Nel 1978 il nuovo floppy, con una capacità prima di 360 Kb e quindi di 1.200 Mb, venne presentato ufficialmente e ottenne così tanto successo da attirare l'attenzione della Apple.

La ditta di Cupertino infatti ne realizzò una propria variante chiamata "FileWare", che si differenziava dall'originale per una serie di finestre aggiuntive per la scrittura.

Un secondo grande step nella storia del floppy fu compiuto da Sony che nel 1981 realizzò i floppy da 3,5", chiamati micro floppy disk: il nuovo disco non si trovava più inserito in un contenitore flessibile, ma era racchiuso fra 2 strati di plastica dura, era single side e low density e con una capacità di 400 Kb.

Col passare del tempo la capacità del Floppy Disk fu notevolmente aumentata fino ad arrivare ad avere:

  • i floppy DD, double density, a doppia densità con una capacità formattata di 720 Kb,
  • i floppy HD, high density, ad alta densità con una capacità formattata di 1440 Kb,
  • i floppy ED, extended density, a densità estesa con una capacità formattata di 2880 Kb.

In particolare la capacità dei Floppy Disk è sempre stata un cruccio degli utenti che, spesso in modo artigianale, cercavano di acquistare spazio.

Uno dei metodi più utilizzati era quello di "bucare", con cacciaviti o trapani, i floppy da 720 Kb per aggiungere così una finestra che permetteva ai drive di scrivere anche sul lato B aumentando la capacità del disco fino a 1.444 Mb.

Per leggere e/o scrivere i Floppy Disk venne inoltre creato un drive apposito il Floppy Disk Drive, abbreviato anche in Floppy Drive, che era presente nella maggioranza dei PC fino all'arrivo dei CD-ROM.

I Floppy Drive si distinguevano, in base al formato del Floppy Disk, in tre diverse tipologie:

  • Floppy Disk Drive da 8 pollici;
  • Floppy Disk Drive da 5¼ pollici;
  • Floppy Disk Drive da 3½ pollici.

 

        


Il declino

Il successo del floppy iniziò a svanire a metà degli anni '90 con l'arrivo dei CD-ROM che divennero i nuovi supporti di riferimento fino a sostituire completamente i floppy disk ormai obsoleti.

A marzo 2011 la Sony ha interrotto definitivamente la produzione dei floppy e ad oggi, quello che fu il supporto di immagazzinamento dati per eccellenza tra gli anni 80 e gli anni '90, è ufficialmente andato in pensione.

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Se vuoi approfondire la storia del modem analogico e fare un nostalgico tuffo nel passato ti consigliamo questo approfondimento:

Wikipedia - Floppy Disk

Wikipedia - storia del Floppy Disk

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