Come eravamo

Amiga 500: il mouse…questo sconosciuto!

06 ottobre 2015

Ti ricordi l'Amiga? Il computer che rivoluzionò il mercato dell'elettronica nacque dalla mente di Jay Miller, uno sviluppatore Atari, e fu presentato al mondo ufficialmente nel 1985.

La nascita

Miller nel 1980 propose una nuova macchina basata su chip custom e processore Motorola 68000, la sua idea fu però rifiutata e Miller decise di lasciare la Atari e fondare una propria compagnia chiamata Hi-Toro.

La Hi-Toro nacque inizialmente per costruire un computer da gioco creato sulle idee di Jay, il progetto rimase segretissimo tanto che alle varie parti del sistema della futura "Amiga" furono dati nomi in codice di donna. Il progetto stesso fu chiamato "Lorraine".

Durante un viaggio Jay, colpito dalla vista di un simulatore militare in azione, ebbe un'ulteriore idea: velocizzare le funzioni grafiche di "Lorraine" attraverso un processore separato per la gestione dello spostamento e della sovrapposizione di figure geometriche sullo schermo.

Arrivò così Blitter, usato per la prima volta su Amiga, ma che ancora oggi si trova in molte schede grafiche.

Sempre in quel periodo inoltre Miller integrò nel suo progetto una particolare modalità grafica, poi chiamata HAM (Hold and Modify), che dava la possibilità di visualizzare tutti i colori supportati dal chip grafico.

Da Lorraine ad Amiga

Nel 1982 la Hi-Toro cambiò il proprio nome in "Amiga", la parola spagnola utilizzata per "fidanzata", che da una parte si riferiva ai nomi femminili dei chip e dall'altra era una parola che sull'elenco telefonico appariva prima sia di Apple che di Atari.

Nel 1983 i prototipi dei chip erano quasi completi ed erano:

Agnus – che integrava Blitter e Copper, gestiva i canali DMA e la memoria accessibile ai chip custom;

Denise – che gestiva le risoluzioni grafiche;

Paula – che gestiva le porte I/O e audio.

Nel frattempo l'idea iniziale, cioè quella di costruire una macchina da gioco, mutò e in "Lorraine" furono inserite delle vere e proprie caratteristiche di un Personal Computer come tastiera, mouse, porte di interfaccia e periferiche esterne.

I fondi a disposizione della nuova Amiga Inc stavano però per terminare, così nel 1984 Miller e colleghi decisero di portare il prototipo di "Lorraine" al Consumer Eletronics Show (CES).

Per l'occasione la macchina fu presentata con una demo che mostrava alcune capacità grafiche di "Lorraine": un'animazione con una sfera a scacchi rossi e bianchi chiamata "Boing Ball" e diventata poi il simbolo ufficiale dell'Amiga.

Purtroppo la presentazione non diede i risultati tanto desiderati e solo l'arrivo di Commodore, una celebre compagnia che progettava e commercializzava home computer, segnò la svolta.

La Commodore, superando la Atari, comprò l'Amiga e il prototipo di "Lorraine", chiamandolo poi "Commodore – Amiga".

Per completare in fretta il progetto del Sistema Operativo di "Lorraine", ancora incompleto, Commodore commissionò a MetaComCo, una società di sviluppatori, l'integrazione del sistema operativo "TripOS".

Amiga 1000

Il 23 luglio del 1985 fu finalmente presentata la nuova macchina Commodore: l'Amiga 1000. L'evento fu organizzato al Lincon Centre di New York e il design del nuovo computer fu progettato dal famosissimo Andy Warhol.

L'Amiga 1000 aveva 512 KB di memoria ed era il primo computer casalingo ad includere caratteristiche del tutto innovative come l'interfaccia grafica WIMP, cioè che si avvale degli elementi finestra, icona, menu e puntatore, il mouse e il multitasking preemptive.

Amiga 500

All'Amiga 1000 seguirono poi, nei 9 anni seguenti, altrettanti modelli: dalla famosissima Amiga 500, all'Amiga 600, un'evoluzione low cost del modello precedente, alla potentissima ma sfortunata Amiga 1200, fino all'Amiga 4000.

L'Amiga 500 in particolare era una versione casalinga dell'Amiga 1000, strutturata come un monoblocco, con tastiera e floppy disk inclusi, fu progettata soprattutto come macchina da gioco e raggiunse un tale successo da essere definita "il miglior prodotto dell'elettronica di consumo del 1987".

Purtroppo la Commodore non riuscì a controllare l'enorme successo dell'Amiga, così come la spietata concorrenza e, fra errori finanziari e di managment, fallì nell'aprile del 1994.


I videogiochi rimasti nella storia

Quest'anno l'Amiga compie 30 anni e la sua leggenda non muore mai, i videogiochi a 16 bit restano ancora nei cuori di tanti appassionati.

Ecco alcuni dei videogichi che hanno fatto la storia:

  • 1987, "Test Drive" – un simulatore di guida con bellissime auto su strade reali.
  • 1988, "Speedball 2" – un simulatore di sport futuristico che univa Rollerblade e Pallamano.
  • 1989, "Xenon II Megablast" – uno dei migliori "sparatutto" per Amiga.
  • 1990, "The Secret of Monkey Island" – il primo capitolo della saga diMonkey Island diventato una serie immortale.
  • 1989, Shadow of The Beast – uno dei migliori "picchiaduro" fantasy a scorrimento orizzontale con elementi platform, caratterizzato da grafica e audio di primissimo livello.
  • 1988, "Pool of Radiance" – il primo di una lunga serie di giochi di ruolo che si ispiravano a Dungeons & Dragons.
  • 1989, "Midwinter" – uno dei primi giochi a 3 dimensioni che anticipò la modernità.
  • 1989, "Kick Off" – il videogioco che ha modificato per sempre i giochi di calcio.
  • 1990 "Eye of the Beholder" – un indimenticabile gioco di ruolo.
  • 1992, "Indiana Jones and the Fate of Atlantis" – così bello ed originale che fu quasi considerato il quarto capitolo della serie cinematografica.



    

 

Vuoi saperne di più?

Se vuoi approfondire la storia dell'Amiga e fare un nostalgico tuffo nel passato ti consigliamo questo approfondimento:

Wikipedia - Amiga

 

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